------ Anatomie ------

Sebbene sia ancora misterioso per molti, l'etá necessaria all'iscrizione sui Social Network é di 14 anni, prima di allora necessita la supervisione attenta e continua di un adulto. Poi, come avremmo fatto noi a quell'etá, ci si iscrive mettendo la data di nascita della mamma senza che lei lo sappia.
Alla fine capita un po' quello che avviene davanti alle condizioni di licenza del software che stai istallando: 3 pagine fittamente dattiloscritte che tu scorri senza leggere per fare click su accetto.
Se al fondo della seconda pagina c'era scritto: "dichiaro di essere un perfetto idiota" e loro un giorno mi chiamassero "idiota" avrebbero ragione - perché, in fondo in fondo lo sono. Comunque io, a volte, scorro fino in fondo senza leggere e faccio "accetto".

Normalmente i Social Network funzionano in modo simile: si destina un server (sovente sono piú di uno, una serie di computer robusti i quali hanno buona parte dei componenti doppi - non si puó bloccare tutto perché si é rotto l'alimentatore) messi insieme a formare quello che in gergo tecnico si chiama "cluster", praticamente uno aiuta l'altro, i server non sono macchine fantascientifiche.

Si crea un dominio interno, poniamo che lo si chiami Facebook, nel quale vi si accede solo tramite specifiche credenziali (username e password), nel momento in cui t'iscrivi veranno create diverse cartelle (directory) vuote accessibili in lettura a tutti, ma modificabili solo da te.
Sará poi il server, dietro a tua indicazione, a stabilire chi vede e cosa. Con un minimo di cognizione si opterá per un server con sistema operativo Linux, cosí non ha tutto nella "pancia" di un eseguibile (.exe), bensí avrá una serie enorme di file (modificabili) che verranno richiamati a seconda delle azioni da compiere (per la cronaca: le varie distribuzioni di Linux sono gratuite).

Poi arriva il "furbetto" il quale si sente un cracker per aver scaricato un programmino da Internet in grado di consentirgli l'accesso ad altri profili - dobbiamo abituarci: le brutte persone ci saranno sempre.

Attualmente un Social Network, prendendo ad esempio Facebook, conta 2,2 miliardi di utenti, di questi 1,8 miliardi si collega giornalmente. Quindi si ha tutto l'interesse per renderlo interessante, graficamente accattivante: piú utenti ci sono, piú aumenta il loro potere contrattuale. Nel momento che pubblichi un'inserzione a pagamento, hai miliardi di potenziali clienti.

Si arriva quindi alla logica conclusione: se una cosa é gratis la merce sei tu.

Qualcuno potrá obiettare: "ma anche tu usi software gratuiti". Infatti, non essendo mia intenzione nascondermi dietro al dito, replicheró: "É perfettamente uguale".
Se un film di animazione gode del patrocinio della Blender Fondation risulterá molto piú appetibile, attirerá molti piú spetatori, nessuno pensi che la Blender Fodation dia il suo patrocinio gratuitamente.
Leggendo i titoli di coda di un film di animazione, uno si rende conto che il cast é composto, tra gli altri, di 20 modellatori 3D, 40 animatori 3D e 20 esperti di strutture ossee 3D.
Gente che adopera dei computer Macintosh da 10.000 euro cadauno, sicuramente non guadagneranno 800 euro al mese ma 3 volte tanto come minimo, questi dovranno essere pagati, oltre ad essere reperiti (i 3D Artist non li trovi dietro l'angolo).

Immaginiamo che io possegga un sito per lo shopping on-line (veramente mi costerebe due click perché é giá pronto, cosí come anche il blog, ma sono cose da seguire con costanza e io non ne ho voglia), metto in vendita - in vetrina - 3 paia di scarpe da donna identiche, di ottima fattura e pagabili in una soluzione unica o rateizzabili: una classica di colore blu, una moderna color rosso e una estroversa color fantasia.
Tu ne compri un paio, vai alla cassa e compili i campi del modulo. Ricorda: il nome e cognome me li hai dati tu, cosí come l'indirizzo, l'e-mail, il numero di telefono e via dicendo. Perché io sono il Signor Nessuno e perché non ho interesse ad approfondire, ma se io fossi il Sig. Polizia Postale la musica cambierebbe - e di molto pure.

Io di te so: nome, cognome, indizzo, e-mail, telefono, numero di scarpe, i tuoi gusti e le tue disponibilitá finanziarie - in base al fatto che tu abbia rateizzato o meno.

Non é finita: se io raccolgo tutti i dati, li divido in gruppi d'interesse, cripto il contenuto e scrivo (pianto) un cookie da te, sul tuo PC o cosa accidenti usi, lo chiamo SergioShop e io solo posseggo la chiave di decriptazione, me li posso vendere. Una chiave diversa per ogni gruppo, vendute a 20 centesimi per ogni file - 20 centesimi sono pochi, ma quando iniziano ad essere decine di migliaia di file, fanno soldi. Attenzione, io non ti do direttamente la chiave così che tu possa clonarla o che qualcuno possa piratarla (crackarla), la conservo su di un mio server e a te consento l'accesso, in modo da sapere quando e quanto la usi.
Potresti dire: "quindi noi siamo controllati anche quando andiamo al bagno!".
Sì é vero, ma usiamo un po' la logica: a meno che tu non sia un agente segreto di una potenza straniera, a chi vuoi che interessi quando e dove vai in bagno. Poi se commetti un reato con lo smarphone acceso e collegato al sito dell'FBI potresti diventare interessante.

Per quanto Internet si possa consultare comodamente sdraiati sul proprio divano, non é casa tua.

Quanto detto non significa che uno debba avere paura ad andare su Internet, anzi, l'esatto contrario. Se vuoi scendere in un burrone, sai che scivolare o mettere un piede in fallo avrebbe conseguenze gravi, scendi ugualmente facendo attenzione, usando una corda di sicurezza (l'antivirus) e usi accortezza, ma in fondo al burrone sano e salvo ci arrivi comunque.

Sento parlare molto di "intelligenza artificiale", sicuramente in questa espressione "artificiale" é vero, ma c'é ben poco di "intelligenza". Gli unici intelligenti sono coloro che scrivono algoritmi tanto complessi e quelli che creano processori tanto potenti e veloci da elaborare una tale mole di dati, ma non si puó creare quello che non si conosce.
Noi del cervello umano conosciamo circa il 20%, mentre per quanto riguarda i processi cognitivi propedeutici a compiere un'azione brancoliamo nel buio.

Per un computer il segno "x" significa ics, per l'uomo, capace di discernere capendo il contesto, "x" a seconda dei casi puó essere ics o il segno di moltiplicazione. Vogliamo parlare del segno ":", per il computer significa due punti, per l'uomo significa due punti o il simbolo della divisione: noi sappiamo contestualizzare.

"Ma i computer sono in grado di apprendere!", sí, dopo che é stato sbranato un paio di volte capirá che il leone morde.

Io invento un Minollo. "Cos'é?", niente, un animale nuovo che ho inventato io. Sorgono spontanee le seguenti domande:
  • Cammina, vola o nuota?
  • Esiste una Minolla?
  • Quanti anni vive?
  • Esistono branchi o comunitá di Minolli?
  • É monogamo?
  • Come si riproduce?
  • ...
Facciamo cosí: non invento niente che é meglio. Quando troveró un Minollo vi spiegheró tutto.

Non é cosí complicato, come avviene sovente quado in ballo ci sono grossi interessi, basta avere pochi scrupoli.

Si chiama motion capture (mocap) il sistema che consente di trasmettere in tempo reale i movimenti umani al PC, nel cinema si usano speciali tute dotate di sensori, la playstation usa un sistema piú semplice: dei sensori da tenere in mano. L'importante é che la posizione nello spazio (x, y, z) venga trasmessa e quindi elaborata in tempo reale.

Immaginiamo una cosa piú "casalinga" che comunque funziona egregiamente: con il cellulare facciammo un mini video di noi che alziamo un sopracciglio, attorno ad esso avremmo precedentemente disegnato piccoli punti con un pennarello, carichiamo il video e mettiamolo come riferimento (reference) in un programma per la modellazione 3D, per ogni puntino assegnamo un marcatore (marker) il quale si muova costantemente con il/i pixel disegnati dal puntino. A questo punto per ogni marker assegnamo un osso virtuale (bone), vincoliamo il movimento dell'osso a quello del marcatore: le ossa si muveranno all'unisono con il sopracciglio del video.
Qualsiasi personaggio 3D, dotato di questo mini scheletro (armature), muoverá il sopracciglio come noi, in modo assolutamente naturale e credibile.

Il passo sucessivo é il metaverso, la realtá aumentata come la chiamano loro.
Tutti i muscoli del corpo umano si muovono grazie a reazioni che il nostro midollo comanda e invia chimicamente a quel muscolo, a lui solo, per farlo muovere. Le espressioni facciali possono essere immaginate come tante piccole "scosse" inviate dal nostro cervello, se intercettate e inviate ad un personaggio in 3D, quello sorriderá o strizzerá l'occhio contemporaneamente a noi, si avrá l'impressione d'interagire con una persona vera, solo che la realtá é proprio un'altra cosa.

Chi si occupa di intercettare le nostre espressioni e di trasmetterle al nostro avatar é il visore 3D, un visore decente costa 200 euro (tranquilli ce ne sono anche da 1.400 euro), con questo potrai camminare su di un asse posto tra due grattacieli di 100 metri di altezza, tanto se cadi non ti fai niente.

Poi qualche genio scambierá la realtá virtuale con la vita di tutti i giorni e precipiterá da un grattacielo, di sicuro non faró festa ma altrettanto sicuramente non mi metteró a piangere, il mio unico cruccio sará che possa atterrare sulla testa di qualche ignaro quanto innocente passante.

Un modo per far soldi, dedicato a chi ha veramente pochi scrupoli, sarebbe quello di modellare in 3D degli organi umani iperealistici, implementare un programma in grado di riprodurre fedelmente una sala operatoria e poi li far impratichire i futuri chirurghi - poi quando quelli si troveranno a sguazzare nel sangue con veri organi umani davanti, verranno meno e noi moriremo.

Nulla di tutto ció é pericoloso, basta usare la tecnologia con cognizione di causa, conoscere i limiti e rispettarli.

Spesso sento lamentele o vedo pratiche a dir poco discutibili con le passwords, i siti sovente richiedono passwords lunghe e complesse per aumentare la sicurezza, l'utente quindi s'ingenia e immette una password che non ricorderá mai, quindi la scriverá su di un post-it che attaccherá sotto la tastiera, rendendo così vano il tentativo di rendere sicuro il codice di accesso (farebbe prima a mettere un'insegna luminosa).
Esiste un modo semplice per creare passwords complicate ma facili da ricordare, queste variano in base al contesto in modo da non usare sempre la stessa - una volta scoperta una le hai scoperte tutte.
Prima peró di analizzare il metodo per creare passwords difficili, lunghe ma facilmente memorizzabili, ritengo opportuno capire il sistema di funzionamento (il numero di combinazioni) di una password.

Non so se ricordate quei marchingegni composti da un cavo d'acciaio il quale si chiudeva su di un luchetto a combinazione composto da 4 rullini (il lucchetto per la bici).
Se sono solo numerici vanno da 0000 a 9999 e sono 10.000 codici. Si puó generalizzare con una formula: indicando con N il numero delle cifre (in questo caso N=4). Indicando con S in numero dei simboli (nell’esempio numerico S=10 poiché i simboli sono 0,1,2,3,4,5,6,7,8,9 quindi 10 simboli)
Combinazioni = S^N
Nell’esempio C = 10^4 = 10.000
La formula per il calcolo delle combinazioni di n oggetti su k posti é dunque: n!/[k!( n-k)!] (ok, non é bello, insomma non é il David di Donatello)

Se per esempio il codice sará costituito da lettere maiuscole, minuscole e numeri allora le combinazioni aumenteranno tantissimo.
Infatti.
N=4 e questo non cambia
S=62 (26 lettere maiuscole + 26 minuscole + 10 numeri)
C = 62^4 = 14.776.336 combinazioni

Nel caso di una password di 8 caratteri alfanumerici, composta da lettere maiuscole, lettere minuscole, numeri e caratteri speciali, prima che trovi la combinazione sei diventato vecchio.

i1np,ms1pWdS!
una password sicuramente complessa, ma difficile da dimenticare in quanto sono le lettere iniziali della frase

invento
("una" sostituita dal numero) 1
nuova
password
(virgola) ,
mentre
scrivo
("una" sostituita dal numero) 1
pagina
Web
di
Sitisergio
(punto esclamativo) !

Soddisfa i requisiti più ferrei, difficile da dimenticare e cambia per ogni contesto.